studio photography

VIVO IN QUELLO CHE SONO, NELLE SENSAZIONI E NEGLI INPUT CHE POSSO FAR SCATTARE IN OGNI VIAGGIATORE DEL MIO TEMPO

ELISABETTA ACCOTO

PITTOGRAMMI

Un frammento di parete rupestre strappato al tempo.

La materia stessa diventa memoria: la polvere di metallo evoca il tempo geologico e la permanenza, mentre le crettature e le asperità rimandano all’erosione delle grotte, alla lenta azione dell’acqua e del respiro umano. L’opera appare così come un reperto contemporaneo, sospeso tra archeologia e gesto artistico, tra passato remoto e presente.

È una cartografia emotiva e ancestrale, dove la felicità non è una meta finale, ma un rituale da attraversare, inciso nella materia e nel segno, come un messaggio lasciato dall’umanità alle sue origini.

LAGHETTO1

Segni, semplici decorazioni, tracce di un sapere rituale: raccontano il cammino dell’uomo verso l’armonia, la connessione con il cosmo, la danza, la caccia, la fertilità e la trasformazione. Disposti come tappe di un percorso, suggeriscono un viaggio iniziatico in cui la felicità coincide con l’equilibrio tra corpo, spirito e natura.

Collection

Le opere si configurano come mappe della felicità”.

I simboli neri, netti e arcaici, emergono dalla materia come segni primordiali: figure antropomorfe, forme astratte, segni spiraliformi e si ispirano al linguaggio iconografico dei pittogrammi della Grotta dei Cervi di Porto Badisco (Le), uno dei luoghi più enigmatici e sacri della preistoria mediterranea, patrimonio dell’Unesco.

tecnica mista su legno/gesso/polvere di metallo e acrilici

35x100cm
10x5cm