Collection

LASTRE DI METALLO

1996-2025

TI INSEGUO MEMORIA

elisabetta Accoto

Professional Studio

Come lettere mai aperte, le lastre di metallo trattengono il tempo. Ogni lavoro rimanda a una busta antica e al suo contenuto invisibile, trasformando l’opera in un frammento di memoria sospesa, dove il passato non è raccontato, ma inciso.

My Portfolio

full creative value

MONDO SORRISO
ELISABETTA ACCOTO
VISUAL ARTIST

INSTALLAZIONI AMBIENTALI

Il tempo si deposita sulle lastre di metallo come polvere di memoria. Ogni opera rievoca una vecchia busta da lettera e il suo contenuto perduto: un messaggio che ha viaggiato, atteso, forse non è mai arrivato. La superficie diventa così luogo di attesa, di tracce, di silenzi sedimentati.

"EH BALLA"

Opera contemporanea incisa su metallo, ispirata alle incisioni rupestri e al linguaggio archetipico del segno. Figure umane e animali stilizzate emergono da una superficie ossidata, in cui il materiale diventa memoria e il tempo si stratifica. L’opera esplora il rapporto tra passato remoto e presente, tra incisione, traccia e permanenza, invitando lo spettatore a un viaggio interiore attraverso la storia del segno.

"Missing"

Lastra di metallo incisa e stratificata, segnata da tracce di stampa, volti e frammenti testuali. L’opera evoca la memoria collettiva, il passare del tempo e l’idea del viaggio come attraversamento sociale e interiore. Un paesaggio visivo sospeso tra presenza e assenza.

"Priorità: i volti dei bambini"
giubileo 2000

L'opera presenta una grande lastra di metallo graffiata, sporca, quasi ossidata, su cui convivono tre registri: disegno, scrittura e collage fotografico. A sinistra emergono, appena tracciati, volti urlanti o sofferenti, come fantasmi: sono sagome nervose, lineari, che suggeriscono paura, dolore, protesta. Al centro esplode un nucleo compatto di immagini di bambini: volti di diverse etnie, espressioni che vanno dal sorriso alla malinconia, piccoli corpi stretti in abbracci, sovrapposti tra loro. Il tutto è circondato da una massa irregolare di materia scura, quasi bruciata, che sembra una ferita o un’esplosione. Attorno, piccoli riquadri fotografici di altri bambini si disperdono verso destra, come frammenti di memoria. Sul lato destro la lastra è più vuota e chiara: qui compaiono una lunga scritta manoscritta e il profilo inciso di un volto barbuto (forse una figura sacra o simbolica), collegato da una linea che parte dal cuore del collage centrale e arriva a un piccolo elemento circolare rosso, come un chiodo o un sigillo. In alto a sinistra, un timbro rosso inclinato con la scritta “PRIORITÀ” sottolinea la dimensione d’urgenza. Nel complesso l’opera mette in dialogo il dolore e la vulnerabilità dei bambini con uno sguardo adulto o spirituale che osserva, forse protegge, forse giudica. La durezza del metallo e delle incisioni contrasta con la fragilità delle fotografie, creando un forte impatto emotivo: è una denuncia, ma anche un invito alla responsabilità e alla cura.

"C'ERA UNA VOLTA L'AMERICA"

Parole graffiate sul metallo,
pensieri che non trovano pace.
Il colore scorre come sangue caldo
su una pelle fredda e industriale.
Sotto, un’America sbiadita resiste,
incisa nel rumore del tempo.

Lastra di metallo, polimaterico, 100×40 cm

10 Oct 2018–13 Oct 2018

14 Oct 2018–29 Oct 2018

17 Oct 2018–25 Oct 2018

30 Oct 2018–12 Nov 2018